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Rocco Papaleo: quasi quasi vengo con voi

 

Ringrazia gli organizzatori del CamminAmare Basilicata e tutti i partecipanti che prenderanno parte al viaggio a piedi dal 12 al 28 ottobre sulle tracce del film: “Date un senso al Basilicata Coast to Coast e lo fate sembrare un’impresa riuscita”. Parla Rocco Papaleo, regista e attore della commedia musicale-picaresca che mette in scena il viaggio da una costa all’altra di una manciata di artisti-camminatori. Grazie a iniziative come queste, “ci si sente parte della stessa filosofia e della medesima mentalità”.

 

Vacanze e weekend alle terme tutto l’anno per ritemprare corpo e mente
Le vacanze alle terme sono roba da persone affette da patologie di vario genere? Nient’affatto! Basta dare un’occhiata ai frequentatori delle decine e decine di strutture sparse lungo lo Stivale. Gli stabilimenti sono sempre più presi d’assalto non solo da chi affianca alle cure tradizionali nuovi trattamenti di prevenzione, ma anche da chi cerca oasi di relax e di benessere dove riabilitarsi da un punto di vista fisico e rigenerarsi da quello mentale.
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Stipsi e diarrea del viaggiatore: problema diverso, origine unica
Stipsi e diarrea sono in ogni caso un problema legato all’intestino, ma la loro origine è molto diversa. Nel caso del viaggio potrebbero essere diversi i motivi che provocano la stipsi, anche solo un po’ di stress o un cambio di orari e di alimentazione. Se sapete che è un po’ il vostro problema iniziate almeno una settimana prima della partenza a consumare prodotti che stimolano la produzione della propria flora batterica intestinale: i cosiddetti Probiotici. Certo si possono trovare comunemente in pastiglie, ma io preferisco scegliere le cose che ci possiamo fare e che non passano attraverso l’industria che separa, aggiunge, conserva….
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Corso di cucina

STARE BENE: con la Cucina delle Stagioni:

L'INVERNO

da sa 12 a do 13 novembre

Cascina Brera, MILANO Scarica il programma dettagliato

Conciliare il piacere della buona tavola con la cura del corpo, della mente, dello spirito. Guarda il video  

Pellegrino a Santiago de Compostela - Parte I
di Walter Orioli*

Introduzione

Ho percorso il sentiero di Santiago in più riprese e su diverse tratte. Inizialmente con due amici, per quindici giorni tra la fine di luglio e i primi di agosto, abbiamo intrapreso il cammino del nord, ultima parte, da Comillas a Santiago (510 Km) e poi, qualche mese dopo, altri 90 km per arrivare a Finisterre. L’anno dopo, il 2011, ho attraversato da solo la Spagna sul cammino francese da Pamplona a Burgos in primavera, da Burgos a Leon a fine maggio e da Leon a Santiago a fine settembre per un totale di 35 giorni e una dose giornaliera di 20 km, che fanno in tutto 700 km. 
Pellegrino a Santiago de Compostela - Parte II
di Walter Orioli È noto che ogni anno d’estate migliaia e migliaia di giovani e meno giovani si confrontano con l’esperienza del camminare a piedi o, spingendo sui pedali di una bicicletta, su strade sterrate e boscose, frequentando i sentieri dell’antico pellegrinaggio di Santiago di Compostela. Io sono uno di quella corrente variopinta, di un flusso inarrestabile che percorre contemporaneamente le coste nord, il sentiero più interno della Spagna e il sentiero portoghese. Siamo gente pacifica, intellettuali, religiosi, boyscout, pensionati, studenti, uomini e donne anziani, giovani, quarantenni di diverse nazionalità, anche se la maggior parte sono europei, per lo più laici che conducono una personalissima ricerca spirituale.
Pellegrino a Santiago de Compostela - Parte III
di Walter Orioli Cosi recita il mio koan, la poesia zen dell’impermanenza, termine sanscrito che nella dottrina buddista indica il cambiamento comprensibile nel divenire della meditazione. Infatti nella meditazione zen, che consiste proprio nel camminare lentamente con consapevolezza, si percepisce la mutabilità delle cose, l’inconsistenza (priva di sostanza) ed anche l’assenza di un io razionale. 
Pellegrino a Santiago de Compostela - Parte IV
Assopirsi su un guanciale di stelle nel chiostro di un monastero, o respirare il profumo che esala la campagna nell’umidità del mattino sono dettagli che contano, ci fanno riconoscere l’essenza della terra che non è solo il suolo sul quale stiamo, ma un segno identitario, è sentire che appartieni alla storia del’universo. L’antropologia ci insegna che il paesaggio è l’anima di un popolo e senza dubbio rappresenta un quadro della sua storia geologica e sociale che ne determina i lineamenti. Quindi il paesaggio è la forma di quest’anima che ne rappresenta l’aspetto attuale.
Pellegrino a Santiago de Compostela - Parte V
In che modo il cammino è, o può diventare, un processo psicoterapeutico Cosa ci fa credere che possa indurre le persone a modificare i propri atteggiamenti rispetto alle relazioni con gli altri e verso se stesse Quali sono le condizioni perché questa liberazione da schemi stagnanti avvenga Il contributo del corpo per il progredire nella consapevolezza di sé è della massima importanza. Si parte dal corpo come piccolo microcosmo e immagine dell’intero universo, forse a volte vissuto come un limite, un peso, una prigione, ma credo sia anche l’unico punto di partenza concreto della conoscenza.
Pellegrino a Santiago de Compostela - Parte VI
Quando scoprii, grazie a Carl Gustav Jung, che l’anima è qualcosa di distante e ignoto che non esiste grazie a me, ma grazie alla quale io stesso esisto, compresi come una buona stella mi avesse guidato dalla nascita fino a te, anima mia, ed è così che mi sono sempre trovato in buona compagnia. L’anima è quindi qualcosa che sta fuori, sopra, intorno a noi. Nei tempi in cui ci abbandoniamo alla grande forza della natura che agisce dentro di noi, inaspettatamente riusciamo a realizzare capolavori incredibili. 
Pellegrino a Santiago de Compostela - Parte VII
Credo che l’anima possa assumere solo forme simboliche data la sua natura di principio stabile e imperturbabile delle attività spirituali e psichiche. Essa è la sostanza della vita materializzata che ha origine nell’aspetto interiore dell’uomo.  Come attivare dei principi di solidità interiore? Innanzitutto rivolgendo l’attenzione all’interno, rilassando il corpo sul ritmo del respiro, facendo fluire i pensieri nella mente e riportando l’attenzione sulla inspirazione ed espirazione. E quindi passando dall’attenzione spontanea, che è innata e non richiede nessuno sforzo, all’attenzione volontaria, che è appresa e implica la volontà, per poi dimenticare tutto questo e farsi trasportare dalla corrente degli avvenimenti. 
Pellegrino a Santiago - Parte VIII: la voglia di camminare
Da Pamplona a Zariquiegui.Ore 7.40 del 12 aprile 2011. Sto pensando che ho viaggiato per infiniti anni, su e giù per il pianeta, avanti e indietro tra un continente e l’altro, dedicandomi di fatto allo spostamento costante soprattutto a piedi, ma mai ho veramente eremitato senza trucchi, si insomma, non sono mai partito da solo, sempre in compagnia di amici scelti e sicuri. Quantunque, durante il vagabondaggio, mi piace isolarmi dal gruppo, nel silenzio farmi penetrare dagli odori, percepire l’aria che mi circonda, sentire la voce della gente e i suoni della natura.
Pellegrino a Santiago - Parte IX: benedetto dolore
Da Cirauqui a Villamayor de Monjardin. Il terzo giorno non sono più solo. Mi accompagna, per tutto il tempo, la famosa tendinite ai polpacci. Ringrazio i dolori alle gambe che impongono di spostare l’attenzione su qualcosa d’altro per sentire meno il fastidio. È in questi momenti che apprezzi maggiormente la pratica del respiro. A Estella, la città medievale della Navarra, comincio a socializzare con tutti quelli che incontro. Entro perfino in un museo che mi distrae per una buona oretta dal disturbo delle gambe. Proseguo per altri dieci chilometri concentrandomi sul paesaggio e attaccando bottone con i contadini nei vigneti. Qui scopro che, a uno di loro, piace il vino italiano. Si fa arrivare il Lambrusco dall’Emilia Romagna, e mi cita anche l’aceto balsamico di Modena, due schifezze che mi fanno rabbrividire. Ma è solo un’opinione personale sul vino frizzante e sui sapori troppo forti. Finalmente in branda! Dopo una bella doccia fredda a sanare le spalle e le braccia che sono arse dal sole e le gambe sensibili all’infiammazione. Spento il fuoco, mi addormento per un’oretta. Grazie ai tappi nelle orecchie non sento tutti i rumori tipici dei pellegrini che si aggirano nelle stanze del piccolo rifugio di Villamayor de Monjardin. Mi svegliano i due ragazzi dell’Associazione di Evangelisti che gestiscono il simpatico rifugio per la meditazione a lume di candela e per la cena a base di minestra e frittata. Mi sento bene, il dolore è diminuito, grazie anche alla crema all’arnica e alle pastiglie omeopatiche che prendo da quando sono partito. A colazione saluto con un abbraccio i due hospitaleros che mi hanno accolto, nutrito di cibo e di spirito. Esco mentre si fa chiaro e l’alba s’indora nell’azzurro intenso della mattina.

Walter Orioli

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Turismo responsabile, cosa facciamo in Italia?
di Maurizio Davolio* Cari soci, il nostro Forum è stato un successo, con una partecipazione superiore alle previsioni e soprattutto con la presentazione di tante belle esperienze di cui sono protagonisti i nostri soci. Desidero ringraziare il CTS per la gentile ospitalità, che ha permesso di concentrare in un solo luogo tutta l’attività dei due giorni, compresa la sessione di networking, che abbiamo chiamato “AITR insieme” e che è durata oltre l’orario previsto. Con FAI, UNPLI, Touring Club, Amnesty International ci sono le condizioni per rafforzare i rapporti di collaborazione. La presenza di rappresentanti di Confindustria e Confcommercio costituisce un segnale importante, così come la presenza di diversi giornalisti.
Facciamo teatro: togliti la maschera
Siamo tutti un po’ più creativi di quanto possiamo immaginare. Basta lasciarsi andare. O meglio, basta improvvisare. Il metodo è semplice e anche divertente: raccontare un evento della propria vita e poi vederlo rappresentato a teatro. In alternativa è possibile leggere una pagina del proprio libro preferito o cantare la canzone che ha fatto da sfondo a un importante evento della vita. Si chiama Playback Theatre e nasce dalla collaborazione fra pubblico e conduttore.
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Capodanno Tra Terra e Cielo, ecco il menu
Il Capodanno di Tra Terra e Cielo torna sulle colline di Livorno, a ridosso della costa toscana dove il clima è mite tutto l’anno. Il programma spazia dall’uso del mezzo teatrale come mezzo di conoscenza del sé e degli altri, allo Yoga al mattino, dai rimedi macrobiotici alle passeggiate sui colli e al mare, dal pranzo bio di Luca alle danze serali fino alla festa di fine anno. Una settimana di relax per una vacanza per stare bene.
Capodanno 2013, così i Pisani beffano i Maya
A Pisa è tutto pronto per i festeggiamenti del nuovo anno. Del 2013, naturalmente. Il 25 marzo, infatti, si celebra il Capodanno Pisano che, scacciando le presunte profezie dei Maya sulla fine del mondo, dice addio al 2012. Prima di adeguarsi a quello Gregoriano (dal 1200 fino al 1749) i pisani avevano un loro calendario pagano. Questo faceva iniziare il Natale esattamente nove mesi prima. L’avvio dell’anno pisano è scandito da un raggio di sole che, puntuale a Mezzogiorno, penetra nel Duomo di Piazza dei Miracoli da una finestra rotonda della navata centrale e colpisce un uovo di marmo sopra una mensola posta sul pilastro accanto al pergamo di Giovanni Pisano.
Pellegrino a Santiago - Parte X: fuori dall'ostello!
Da Villamayor de Monjardin a Viana. Il quarto giorno ritrovo diversi pellegrini che ho conosciuto nei primi giorni: tre inglesi sui cinquant’anni, un giovane italiano di Potenza che fa il muratore, la ragazza spagnola che scrive sempre e Maria, una ragazza irlandese dagli occhi brillanti che rivedrò per diversi giorni. Nel frattempo, ho fatto pace con la parte bassa del mio corpo ed anche, di conseguenza, con la Madre Terra.
Tra Monti e Mare, che Gioia!
Un'estate indimenticabile quella vissuta tra i mari e i monti di TTC.   Ai monti la gioia di vivere nella natura incontaminata, la solidarietà che crea lo stare insieme senza gli orpelli a cui siamo abituati nel mondo moderno, il vivere dell'essenziale che riporta a contattare profondamente il proprio spirito e a condividere questa profondità con i compagni di avventura, tornare in città sapendo che esistono luoghi come questo fa ritornare la speranza che un mondo diverso è possibile.
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I miei viaggi dalla cima dell'Italia
Lo avevamo lasciato circa un anno fa sospeso fra i piacevoli ricordi dei primissimi viaggi con Tra Terra e Cielo (“fantastica esperienza all’insegna del più rigoroso macrobiotico”) e la conduzione di un’azienda agricola e apistica (“che soddisfazione vedere le api che si svegliano ed escono da una mia arnia”). Nel mezzo l’esperienza di guida ambientale. E se allora si augurava che i viaggi a piedi andassero al di là di “un pubblico di nicchia”, oggi rivela che la passione per il cammino è così travolgente a tal punto che, “se avessi più tempo”, la coltiverebbe in tutte le stagioni. Le proposte di Sergio Giovannoni, guida Vie dei Canti, sono 3: una nei primi giorni dell’estate ai piedi del Cervino, un’altra al suo termine in Val Grande e una terza in pieno autunno in Valle d'Aosta. Il prossimo anno lo vedremo sulla Via Francigena e sul Gran Paradiso.
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